Anche Mark Zuckerberg, creatore di Facebook, la piattaforma social più grande al mondo, ha partecipato al Mobile World Congress 2015 di Barcellona per dire la sua in merito al ruolo odierno dei mezzi di comunicazione. Questo infatti è stato il punto focale del suo discorso con cui ha difeso a spada tratta i social network.

Ma non solo; Zuckerberg, infatti, qualche tempo fa ha acquistato Whatsapp, l’applicazione di messaggistica istantanea più scaricata dagli utenti di tutto il mondo, e in quanto tale, una delle più influenti. Ecco quindi che il suo discorso non riguarda più solo i social network, ma si allarga, difendendo anche i servizi di messaggistica istantanea.

Grazie a questi nuovi mezzi di comunicazione di massa è infatti possibile entrare in contatto con amici, parenti o colleghi di tutte le parti del mondo, senza dover spendere un capitale in telefonate oltreoceano.

L’accusa (e la critica) mossa all’imprenditore americano è che questi strumenti sono di ostacolo allo sviluppo e al rendimento dei servizi di telefonia mobile. I provider telefonici infatti sembrerebbero toccati nel vivo dalle evoluzioni tecnologiche e comunicative degli ultimi anni.

Al congresso, Zuckerberg precisa che i social network e i servizi di instant messaging non stanno affossando la telefonia mobile tradizionale né tantomeno i provider del settore. Dal suo punto di vista, infatti, la minaccia sarebbe inesistente, in quanto il settore delle comunicazioni si basa su un pilastro fondante: gli utenti sono disposti a pagare per comunicare.

Così come erano disposti a pagare per le telefonate e per gli sms o mms, oggi gli utenti sono altrettanto disposti (se non di più) a pagare per usufruire del traffico dati. Una giostra quindi che trova la sua forza nell’accessibilità alla comunicazione.

Aggiunge inoltre che un servizio reso possibile attraverso l’uso di Internet non dovrebbe necessariamente essere gratuito. Conveniente sì, ma gratis no insomma.

Mark Zuckerberg ha colto quindi l’occasione per difendere quei servizi di comunicazione di massa tanto criticati, ma comunque amati da tutto il mondo. I tempi cambiano e con loro anche i modi per comunicare.