Windows 10 raccoglie troppi dati di utilizzo. L’assistente virtuale Cortana, il browser e gli aggiornamenti obbligatori (almeno per la versione home), generano un flusso costante di metadati tra i computer di tutto il mondo ed i database Microsoft.

Come dice l’ormai vecchio adagio:”se non hai pagato per il prodotto, sei tu il prodotto“. Ed effettivamente nessuno ha pagato per avere Windows 10, anzi, in molti avrebbero pagato per non averlo. Questo in realtà è vero solo in parte, perchè anche se l’aggiornamento era gratuito nel primo anno di distribuzione, il sistema operativo Microsoft non è gratis per chi lo installa nei PC che vende, e quindi non è gratis neanche per il consumatore finale.

Windows 10 insomma rimane un sistema che non è pensato per tutelare la privacy degli utenti, e l’ultima lamentela in questo senso arriva da Article 29 Working Party, un gruppo di lavoro dell’unione europea, composto dai maggiori esperti della protezione dati.

windows 10 privacy non sufficiente

L’ultimo aggiornamento di WIndows 10 in realtà offre la possibilità di cambiare le impostazioni relative ai dati che vengono raccolti a scopo di diagnostica e informazioni di utilizzo. Il problema è che questa impostazione si può variare, ma non spegnere completamente. La commussione quindi, nonostante l’aggiornamento, ha bocciato comunque Windows 10, almeno sul fonte privacy.

E’ opportuna una precisazione: Windows 10 può essere estremamente solido e sicuro, non a caso molte aziende (una su tutte Accenture) molto attente alla privacy ed alla sicurezza dei propri dati, ha adottato i sistemi Microsoft proprio per l’ottimo bilanciamento tra protezione del sistema, compatibilità con gli strumenti professionali e facilità d’uso. Il problema quindi non è intrinseco al sistema, ma all’approccio dell’utente medio. In questo senso, ad essere spiati non sono i grandi professionisti, ma gli utenti finali che non hanno grandi capacità o possibilità di configurazione. Tutto questo per dirvi che se leggendo questo articolo avete pensato “basta sono stufo, passo a Linux”, pensateci bene, perchè se è vero che un sistema operativo Open Source è privo di intrusioni, è comunque molto più esposto ad aggressioni esterne, a meno che non siate assolutamente esperti. Se invece il vostro pensiero è andato ad Apple, possiamo garantirvi che i sistemi Mac Os e iOs sono assolutamente ancora più invasivi di Microsoft.